Il cristiano post-millenarista

Cattedrale di Washington, Usa

Dio è fedele.

Come inquadrare la Parola della Bibbia con la parola dell’uomo? La storia che ci viene raccontata, a scuola, nei libri, male si accorda con gli avvenimenti biblici. L’instaurazione del Regno Millenario, avvenuto probabilmente nel 70 d.c., è inconciliabile con la narrazione ufficiale. In questa pagina cercheremo di fare luce sui dubbi che possano minare la relazione con il Padre Nostro che è nei cieli.

Compito del cristiano è soprattutto eviscerare la relazione con il Padre e impegnarsi per farla crescere dentro il suo spirito. Non intendo allontanarmi dai temi discussi fin qui, in particolare quello della seconda venuta, ma ritengo opportuno (in questa pagina) dedicare spazio alla nostra condizione di figli di Dio, oltre a conoscere il progetto che Dio ci riserva. L’importanza della lettura della Parola, relativamente all’autorità sulla Scrittura, non è un compito didattico ma un dovere che il cristiano ha verso il Padre. In tutta franchezza domando: dobbiamo dare oppure non dare un senso alle decine di libri che compongono la Bibbia? Se Dio ha inteso bene lasciarci per iscritto la Sua parola varrebbe la pena che il cristiano la legga, altrimenti quale sarebbe il senso della Scrittura se non fosse destinata a essere letta? Sono molti che credono nel Messia e vanno dicendo “Signore, Signore, non abbiamo profetato nel tuo nome…” Matteo 7:22, chiedendo di essere accolti tra i salvati. Questo però non basterà a farci aprire quella stretta porta del cielo. Infatti se non ci adoperiamo nel compiere la Sua volontà non entreremo nel Regno dei Cieli:

31Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. 32Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano. 33Ma egli rispose loro: Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?. 34Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! 35Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre. (Vangelo di Marco 3:31-35)

Ecco cosa rispose Yahoshua a chi lo avvisò che i suoi parenti lo cercavano. E noi come possiamo compiere la volontà del Padre se non conosciamo ciò che egli vuole da noi? E come possiamo conoscere quel che vuole da noi se non conosciamo la Sua Parola? La Scrittura quindi diventa il primo mezzo di comunicazione tra noi e il Padre. A maggior sostegno dell’importanza della Scrittura nella relazione tra l’uomo e Dio, intendo ricordare le modalità in cui YHWH indicò a Mosè i suoi comandamenti:

Il Signore scrisse su quelle tavole la stessa iscrizione di prima, cioè i dieci comandamenti che il Signore aveva promulgati per voi sul monte, in mezzo al fuoco, il giorno dell’assemblea. Il Signore me li consegnò. (Deuteronomio 10:4)

I comandamenti furono dati per iscritto a Mosè! Vengo adesso alla domanda perno di questa pagina: possiamo credere nell’uomo quando la Parola di Dio lo sconfessa? Rimaniamo aperta per un momento questa domanda e andiamo a leggere la scrittura:

5Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, che pone nella carne il suo sostegno e il cui cuore si allontana dal Signore. 6Egli sarà come un tamerisco nella steppa, quando viene il bene non lo vede; dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere. (Geremia 17:5-6)

No! Non possiamo dare fiducia alle parole dell’uomo, e quando invece in lui confidiamo ci allontaniamo subitaneamente da Dio e non distinguiamo più ciò che è buono da ciò che è cattivo. Sempre Geremia però ci consola:

7Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia. 8Egli è come un albero piantato lungo l’acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi; nell’anno della siccità non intristisce, non smette di produrre i suoi frutti. (Geremia 17:7-8)

Come possiamo allora credere negli uomini che ogni giorno dal pulpito ci invitano a pazientare sulle ingiustizie di questo mondo poiché, dicono, la venuta del Messia è vicina mentre Egli stesso, nella Scrittura, ci dice, ci indica, ci fa comprendere a chiare lettere nei suoi discorsi con i discepoli che sarebbe ritornato di lì a poco e non dopo duemila anni? Dio è fedele:

Poiché retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera. (Salmo 33:4)

Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla. (1 Corinzi 10:13)

Se riconosciamo i nostri peccati, egli che è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colpa. (1 Giovanni 1:9)

Sono innumerevoli i versi che testimoniano la fedeltà di Dio alla Sua Parola. E come non potrebbe esserlo altrettanto il Figlio?

19Gesù riprese a parlare e disse: In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa. (Vangelo secondo Giovanni 5:19)

Ecco che l’uomo che crede in Cristo si pone domande che lo rendono diverso dai suoi simili. L’uomo lontano da Dio guarda il mondo e non si fa domande, egli crede a tutto quel che il mondo gli racconta. Il cristiano invece guarda il mondo ma la Parola del Signore è nel suo cuore. La Parola quindi diviene la chiave di lettura del mondo, e non solo di quella parte denominata religione o spiritualità, come pretendono gli increduli ma di ogni cosa che sta nel mondo. Nella Bibbia è racchiuso un sapere infinito, ridurla a un libro di religione è farle un torto grandissimo:

10Chi regge i popoli forse non castiga, lui che insegna all’uomo il sapere?11Il Signore conosce i pensieri dell’uomo: non sono che un soffio. 12Beato l’uomo che tu istruisci, Signore, e che ammaestri nella tua legge, 13per dargli riposo nei giorni di sventura, finché all’empio sia scavata la fossa. (Salmo 94:10-13)

Rinchiudere la Bibbia in uno scaffale della libreria riservato ai libri religiosi è un vero peccato. Il significato originario del termine bibbia è libro. Quindi la Bibbia è Il Libro. Le parole del Padre:

23Lo giuro su me stesso, dalla mia bocca esce la verità, una parola irrevocabile: davanti a me si piegherà ogni ginocchio, per me giurerà ogni lingua. (Isaia 45:23)

e quelle del Figlio:

Gli disse Gesù: Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Giovanni 14:6)

hanno un solo spirito: indicare al cristiano che fuori dalla Parola c’è solo la menzogna. Il dilemma del cristiano non è da poco: a chi credere? Non certo all’uomo! Sulla fedeltà di Dio ci rassicura il seguente verso:

se lo rinnegheremo anch’egli ci rinnegherà; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare sé stesso. (2 Timoteo 2:13)

Da qui comprendiamo che la fedeltà di Dio è parte della Sua natura ed Egli non può andare contro se stesso.