
Le profezie.
La Parola di Dio racchiusa nelle Sacre Scritture è un unico racconto di Dio sull’umanità e per l’umanità.
Per unico intendo che dal primo all’ultimo libro della Bibbia, per inciso dal Libro della Genesi al libro dell’Apocalisse di Giovanni (è necessario specificare di Giovanni poiché esistono anche altre apocalisse), la Parola di Dio è un continuo fluire di evidenze e di promesse così concreto e talmente tangibile da rendere la Bibbia l’unico libro che vale veramente la pena di leggere per chi voglia umilmente conoscere i tanti misteri dell’esistenza che l’uomo cerca invano di svelare. La scienza e la tecnologia (a cui gli uomini fanno riferimento quasi come fossero religioni del terzo millennio), così come le religioni, quelle vere, e non dimentichiamo la filosofia e la teologia, sono tutte espressioni di un grande inganno, quell’inganno che fin dall’inizio della creazione suggerisce all’uomo di poter accedere alla conoscenza di ogni cosa. Questo inganno è ben descritto in Genesi:
[4] Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; [5] ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male». (Genesi 3:4-5)
I loro occhi si aprirono, certo, ma non per conoscere ogni cosa (il bene e il male) e divenire onnisciente come Dio, ma soltanto per accorgersi di essere nudi.
[7] Allora si aprirono gli occhi ad entrambi e si accorsero che erano nudi; unirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture. (Genesi 3:7)
Ma cosa persero effettivamente i primi uomini, quelli che nella Bibbia sono chiamati Adamo ed Eva? Si potrebbe pensare all’innocenza, visto che probabilmente erano nudi anche prima che cadessero nell’inganno di Satana, certo, ma sicuramente persero i doni maggiori che Dio aveva dato agli uomini: l’immortalità e godere di una creazione perfetta, il cosiddetto giardino dell’Eden. Dio li cacciò dall’Eden per la loro disubbidienza e per evitare che mangiassero dell’Albero della Vita, i cui frutti davano la vita eterna, e non vivessero così per sempre nel peccato (il peccato di aver solo immaginato e tentato, per mezzo della menzogna di Satana da cui furono indotti a disubbidire, di poter diventare simili a Dio). Ricordiamoci per inciso che Satana o Lucifero che dir si voglia, fu cacciato dai cieli e scaraventato sulla terra per lo stesso motivo, per lo stesso peccato, quello di superbia, voler essere come Dio, così come ci racconta il profeta Ezechiele:
[11] La parola del Signore mi fu rivolta in questi termini: [12] «Figlio d’uomo, pronuncia un lamento sul re di Tiro e digli: Così parla il Signore, Dio: “Tu mettevi il sigillo alla perfezione, eri pieno di saggezza, di una bellezza perfetta; [13] eri in Eden, il giardino di Dio; eri coperto di ogni tipo di pietre preziose: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, onici, diaspri, zaffiri, carbonchi, smeraldi, oro; tamburi e flauti erano al tuo servizio, preparati il giorno che fosti creato. [14] Eri un cherubino dalle ali distese, un protettore. Ti avevo stabilito, tu stavi sul monte santo di Dio, camminavi in mezzo a pietre di fuoco. [15] Tu fosti perfetto nelle tue vie dal giorno che fosti creato, finché non si trovò in te la perversità. (Ezechiele 28:11-15)
Le profezie contenute nell’Antico Testamento che raccontano della prima venuta di Cristo, così come della seconda (ma per ora ci limitiamo a discorrere della prima), e che chiaramente si sono adempiute, non sono altro che un ulteriore prova a sostegno dell’incontrovertibilità della Parola di Dio. A sostegno di quanto detto prima a proposito dei tentativi dell’intero scibile delle conoscenze umane di svelare misteri come la vita, la morte, la struttura della materia, dello spazio, e di ogni cosa che riguarda l’uomo e la dimensione in cui vive, debbo riportare una frase di Gesù Cristo di cui ne sono a conoscenza non solo i cristiani, ma anche molti atei e credenti di altre fedi:
[6] Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me». (Vangelo secondo Giovanni 14:6)
Allora, se si riesce a comprendere, ma innanzitutto ad ammettere, con umiltà e soggezione, quanto la mente umana sia debole e limitata, nonostante i prodigi della tecnologia, e visualizzare l’esposizione continua, della stessa mente, alle tentazioni del nemico (Satana) nel suggerire pensieri tipo “tu sei dio”, “tu puoi tutto” attraverso scuole di pensiero, non solo scientifiche ma anche filosofiche e religiose, gungenti sia dall’ occidente che dall’oriente, ecco, se si riesce ad entrare in quest’ordine di pensiero e disposizione d’animo, allora, e solo allora, possiamo comprendere appieno cosa sta dicendo Gesù Cristo: Egli sta dicendo di essere Lui stesso la chiave per accedere ai misteri dell’esistenza, della vita, della morte perché soltanto in Lui c’é verità, verità che non alberga in Satana e né nell’uomo il cui spirito è stato contaminato dallo spirito di Satana [Giovanni 8:44-45 …essendo (Satana) il padre della menzogna non può esserci verità in lui].
Ancora una volta la Parola biblica dimostra la grandezza della validità degli insegnamenti contenuti. Ora, dopo aver sottolineato degli aspetti importanti riguardo la natura delle scritture bibliche, passiamo alle profezie.
[14] Perciò, il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la Vergine concepirà, e partorirà un Figliuolo; e tu chiamerai il suo nome Emmanuele. (Isaia 7:14)
Isaia sta profetizzando che una donna illibata, Maria promessa sposa a Giuseppe, concepirà Emmanuele, che significa Dio è con noi. Isaia visse tra il 739 e il 740 a.c.
[2] Ma di te, o Betlehem Efrata, benchè tu sii il minimo de’ migliai di Giuda, mi uscirà colui che sarà il Signore in Israele; le cui uscite sono ab antico, da’ tempi eterni. (Michea 5:2)
il profeta Michea fa parte dei dodici profeti minori della Bibbia. Il suo nome proviene dall’ebraico Mikhah e visse intorno ai secc. VIII-VII a.C.. Egli profetizzò la città che avrebbe dato i natali a colui che sarà il Signore in Israele. Egli fu chiamato anche il Nazareno, per ciò i suoi discepoli venivano anche chiamati nazareni, poiché pur essendo nato a Betlemm visse la maggior parte della sua vita a Nazareth; l’interpretazione del termine Bet Lechem in ebraico è come “casa del pane”, quindi anche il nome del paese che avrebbe dato i natali al Messia preannuncia Gesù come il Pane di Vita:
[35] E Gesù disse loro: Io sono il pan della vita; chi viene a me non avrà fame, e chi crede in me non avrà giammai sete. (Giovanni 6:35)
Ma le profezie sul Messia non guardano solo alla sua nascita ma fanno luce, già nei secoli precedenti, oltre alla sua opera redentrice fatti della vita quotidiana; a riprova di quanto detto ecco la profezia di Zaccaria:
[9] Festeggia grandemente, o figliuola di Sion; giubila, figliuola di Gerusalemme. Ecco, il tuo Re, giusto, e Salvatore, umile, e montato sopra un asino, anzi sopra un puledro d’infra le asine, verrà a te. (Zaccaria 9:9)
Il Messia entrò a Gerusalemme, nei giorni che precedettero la sua crocifissione montando un’asina:
[1] E QUANDO furon vicino a Gerusalemme, e furon venuti in Betfage, presso al monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, [2] dicendo loro: Andate nel castello che è dirimpetto a voi; e subito troverete un’asina legata, ed un puledro con essa; scioglieteli, e menatemeli. (Matteo 21:1-2)
Ogni profezia, quando sono venuti quei tempi che la Parola aveva già preparato, fu adempiuta e per quelle che non si sono adempiute si aspettano i tempi secondo la Parola. Sono oltre trecento le profezie adempiute secondo il Disegno del Padre.
