
Il cristianesimo.
Poiché lo scopo di questo sito è far conoscere la Parola e il Disegno di Dio per l’umanità a chi si avvicina al cristianesimo, mi è parso doveroso chiarire in questa pagina il significato del termine religione e mostrare la questione delle tre religioni monoteistiche.
Seppur sia vero che si crede per fede e per fede ci si salva, bisogna pur ammettere, affinché la ragione non si scontri con la fede, dando luogo a nefasti e deleteri conflitti, la necessità che il contesto da mostrare, a chi intende conoscere la Parola di Dio, sovrabbondi di verità, onestà e chiarezza piuttosto che di contraddizioni e falsità. Detto questo passiamo a spiegare le origini del cristianesimo. Come l’islam, ma secondo un disegno divino del tutto differente, anche il cristianesimo ha origini dall’ebraismo. Esiste un personaggio nella Bibbia che rappresenta la chiave di questo inizio, esso viene definito anche Patriarca delle tre religioni monoteistiche, il suo nome è Abramo. Spieghiamo questo fatto con l’aiuto del primo libro della Bibbia, e anche il più bello, a mio parere, Genesi:
[15] Agar partorì un figlio ad Abramo. Al figlio che Agar gli aveva partorito Abramo mise il nome d’Ismaele. [16] Abramo aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele. (Genesi 16:15-16)
Agar era la schiava egiziana di Sara, la moglie di Abramo, Ismael quindi è anche chiamato figlio della schiava ed proprio da Ismael, come Dio aveva promesso ad Abramo, che sarebbe nata una grande moltitudine, i musulmani.
[15] Dio disse ad Abraamo: «Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamare più Sarai; il suo nome sarà, invece, Sara. [16] Io la benedirò e da lei ti darò anche un figlio; la benedirò e diventerà nazioni; re di popoli usciranno da lei». [17] Allora Abraamo si prostrò con la faccia a terra, rise, e disse in cuor suo: «Nascerà un figlio a un uomo di cent’anni? E Sara partorirà ora che ha novant’anni?» [18] Abraamo disse a Dio: «Oh, possa almeno Ismaele vivere davanti a te!» [19] Dio rispose: «No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e tu gli porrai nome Isacco. Io stabilirò il mio patto con lui, un patto eterno per la sua discendenza dopo di lui. [20] Quanto a Ismaele, io ti ho esaudito. Ecco, io l’ho benedetto e farò in modo che si moltiplichi e si accresca straordinariamente. Egli genererà dodici prìncipi e io farò di lui una grande nazione. [21] Ma stabilirò il mio patto con Isacco, che Sara ti partorirà in questa stagione il prossimo anno». (Genesi 17:15-21)
Da Isacco, con il quale Dio fa un patto, discenderà un altro popolo, nazioni e re. E’ questo il popolo eletto da Dio, quello che sarà chiamato Israele, colui che vince. Dalla Tribù di Giuda, una delle 12 tribù del popolo di Israele, cioè dai giudei (anche detti ebrei) nacque il Messia, il re dei re, il Cristo, l’unto di Dio, Gesù. Ed ecco il motivo per cui Abramo è chiamato il patriarca delle tre religioni monoteiste, da lui nacque Ismaele, il progenitore degli ismaeliti, detti poi musulmani, poi nacque Isacco, il progenitore dei giudei e dalla tribù di Giuda nacque Gesù Cristo. Ma come si originò il cristianesimo? Il Messia, cioè Cristo, era stato predetto nelle Scritture del vecchio testamento, la sua venuta o nascita era stata profetizzata da molti profeti, Isaia, Daniele, Ezechiele. Tutto Israele, e chiaramente i sacerdoti, detti anche dottori della Legge, erano a conoscenza della profezia, di questo re che avrebbe portato gloria e splendore al popolo di Israele. Accade però che, alla sua venuta, Egli non fu riconosciuto.
[1] Poi partì di là e andò nel suo paese e i suoi discepoli lo seguirono. [2] Venuto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga; molti, udendolo, si stupivano e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? Che sapienza è questa che gli è data? E che cosa sono queste opere potenti fatte per mano sua? [3] Non è questi il falegname, il figlio di Maria, e il fratello di Giacomo, di Iose, di Giuda e di Simone? Le sue sorelle non stanno qui da noi?» E si scandalizzavano a causa di lui. [4] Ma Gesù diceva loro: «Nessun profeta è disprezzato se non nella sua patria, fra i suoi parenti e in casa sua». [5] E non vi poté fare alcuna opera potente, ad eccezione di pochi malati a cui impose le mani e li guarì. [6] E si meravigliava della loro incredulità. E andava in giro per i villaggi, insegnando. (Vangelo secondo Marco 6:1-6)
Il mancato riconoscimento da parte di Israele del figlio di Dio, poiché era questo il patto che Dio aveva fatto con se stesso, mandare il suo unico figlio per salvare gli uomini dalla morte del peccato (con Cristo però la salvezza si estende dal popolo eletto a tutti gli uomini), non fu l’unico fattore affinché il seguito di Gesù Cristo, coloro che lo ascoltavano, a dispetto dei dottori della Legge, crescesse; Cristo, infatti, con le sue opere e i suoi miracoli, metteva in continua discussione la Legge di Mosè. Il suo operato non era frutto di una ribellione alla Legge, che pure veniva dal Padre suo, ma una dimostrazione pratica che i tempi della Legge erano finiti (tale era anche la volontà del Padre) e che la salvezza, con la sua venuta, non sarebbe stata più per merito, cioè in obbedienza alla Legge (i dieci comandamenti e tutte le altre norme del popolo di Israele) ma per grazia.
[8] Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi: è il dono di Dio. [9] Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; [10] infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo. (Lettera agli Efesini 2:8-10)
Il mancato riconoscimento di Gesù Cristo come figlio di Dio continuò fino al sacrificio della croce e Cristo, con l’aiuto del Padre, adempì anche la profezia della sua resurrezione:
[2] In due giorni ci ridarà la vita; il terzo giorno ci rimetterà in piedi, e noi vivremo alla sua presenza. (Osea 6:2)
Dalla sua resurrezione in poi il popolo di Dio, i cristiani, ha portato (evangelizzato) la Parola in tutto il mondo e adesso parliamo di questa religione, il cristianesimo. Le preghiere che ci ha lasciato Gesù Cristo non sono molte ma trattasi semplicemente di una, una sola: il Padre Nostro. Cristo non ha lasciato detto a quale ora del giorno e in quale giorno della settimana pregare il Padre Nostro:
[1] Gesù si trovava in un certo luogo a pregare e, quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». [2] Egli disse loro: «Quando pregate, dite: “Padre, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno;
[4] e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore; e non ci esporre alla tentazione”». (Vangelo secondo Luca 11:1-2, 4)
Gesù Cristo ci ha lasciato un solo rituale, quello dello spezzare il pane con i fratelli, e anche in questo caso non ha lasciato disposizioni sul come e quando farlo, ma si limito a dire:
[19] Poi prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». (Vangelo secondo Luca 22:19)
Ci ha lasciato però un comando:
[34] Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. [35] Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». (Vangelo secondo Giovanni 13:34-35)
Come possiamo definire, allora, il cristianesimo una religione se rifugge da ogni aspetto, tra quelli che caratterizzano le religioni, vale a dire le preghiere, le festività, le ricorrenze astronomiche, la liturgia? Possiamo dire, piuttosto, che mentre le ideologie e le religioni sono caratterizzate, giocoforza, da processi esteriori e debbono essere manifestatamente tali, pena la perdita della loro identità, il cristianesimo vive un proprio mondo interiore? Certamente si che possiamo dirlo! I cristiani, infatti, si dissociano, da ogni formalità o apparenza che li faccia apparire cristiani. Essi non hanno bisogno di mostrarsi al mondo per mezzo di culti e rituali, ma obbedendo agli scritti dell’apostolo Paolo, condividono la Parola e il Disegno di Dio con altri fratelli:
[16] Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco; [17] poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com’è scritto: «Il giusto per fede vivrà». (Lettera ai Romani 1:16-17)
Alla luce di quanto detto possiamo dunque affermare che Cristo ha fondato una nuova religione? Piuttosto, mi viene da dire, che il mondo più che di una nuova religione aveva e ne ha ancora bisogno, di Salvezza:
[16] Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. (Vangelo secondo Giovanni 3:16)
