Cosa è la religione

Cattedrale del Salvatore, Bucharest, Romania

Le tre religioni monoteistiche.

Prima di parlare di cristianesimo ho intenzione di confutare una dichiarazione, universalmente accettata in ambito religioso, accademico e culturale; trattasi di quella dichiarazione che afferma: esistono al mondo tre religioni monoteistiche: l’ebraismo, l’islam e il cristianesimo.

Come dimostrerò tra poco l’eguaglianza tra queste tre religioni è una forzatura intellettuale ma resasi necessaria, sicuramente, per accomodare e categorizzare movimenti del pensiero religioso di miliardi di individui (si stimano circa 2,3 mld di cristiani e 1,9 di islamici, fonte ). Questa forzatura intellettuale può essere compresa solo se ci avviciniamo a queste religioni fino al punto da comprenderne la natura e l’origine del pensiero da cui sono nate e, soprattutto, come e da chi sono nate. Partiamo innanzitutto dal comprendere il significato del termine religione. Questo termine ha a che fare con un altro, il cui significato non necessita di spiegazioni, reliquia, e sappiamo bene con quanta cura e attenzione ci si pone di fronte ad una reliquia. Il termine religione è composto da re (reiterare), che accenna a frequenza, ripetere e da legere, che indica scegliere. Ricapitolando abbiamo che religione è ogni cosa a cui si guarda con attenzione, se ne ha cura, e ci si rivolge frequentemente, ed è proprio il preciso comportamento che i religiosi hanno verso la divinità (in caso di religione monoteistica come quello di cui si discute qui). Un altro significato che viene dato al termine religione è quello di re-ligare, cioè mettere insieme, unire gli individui di una comunità che hanno le stesse leggi, nel nostro caso parliamo di una comunità che ha lo stesso culto, vale a dire le stesse regole, norme e riti di approcciarsi e adorare quella specifica divinità. Fatto questo doveroso preambolo passiamo dalla teoria ai fatti. Partiamo dal prendere in esame la cosiddetta religione ebraica. Definire l’ebraismo come una religione è probabilmente la dichiarazione più veritiera che si possa fare nei suoi confronti. L’ebraismo infatti detiene tutta una serie di tradizioni, come lo Shabbat (giorno di riposo, il settimo, per gli ebrei è il sabato), il matrimonio ebraico (la chuppah, il baldacchino sotto al quale si celebra il matrimonio) e la ketubah (il contratto di matrimonio), giusto per citare alcuni rituali; anche le festività ebraiche contribuiscono a fare dell’ebraismo una vera e propria religione, come la pasqua ebraica detta Pesach, il capodanno ebraico detto Rosh Hashanah che culmina con lo Yom Kippur (giorno dell’espiazione, il più sacro dell’anno ebraico). E non abbiamo ancora parlato della liturgia, vale a dire l’insieme delle regole a cui sacerdoti e fedeli debbono attenersi scrupolosamente durante i riti di adorazione e culto della divinità e delle precise regole alimentari di cosa e quando e come cucinare i cibi da mettere a tavola e quelli invece da cui bisogna astenersi dal consumare poiché ritenuti impuri (carne suina e frutti di mare in primis). Quindi si, l’ebraismo è una vera e propria religione. Avviciniamoci adesso all’altra cosiddetta religione, l’islam. Sicuramente non molti sanno che le vere origini dell’islam sono da ricercare nella religione ebraica, testimone ne sono infatti alcuni costumi alimentari (il ritenere impura la carne di suino, ad esempio). Altre similitudini tra le due religioni le troviamo nei momenti di preghiera; nell’ebraismo abbiamo preghiere che si recitano all’alba, nelle ore pomeridiane e dopo il calar del sole (rispettivamente sacharit, minchà e arvit). Allah dice nel Corano: “In verità, la preghiera è un obbligo per i credenti in orari prestabiliti.” (An-Nisa, 4:103), le cinque preghiere sono chiamate Fajr, Dhuhr, Asr, Maghrib e Isha. e anche queste, come nell’ebraismo, debbono essere recitate in momenti precisi della giornata definiti dal movimento del sole (all’alba fino all’apparire del sole, dopo lo zenith, al tramonto, dopo il tramonto e a mezzanotte). Anche nell’islam seguono tutta una serie di tradizioni e di culti che ne vorrebbero fare una vera e propria religione, così come l’ebraismo. Abbiamo però, nell’islam, un aspetto, anzi molti aspetti, che oltrepassano il concetto di religione fino a diventare qualcos’altro. L’islam non è una religione che occupa e provvede alla dimensione spirituale del singolo, il musulmano non è individuo che si relaziona personalmente con il suo dio, Allah, nella maggioranza, quando è possibile, la preghiera è collettiva, di gruppo. Questo aspetto ha un impatto notevole sulla comunità e di conseguenza sulle società musulmane in genere. Bisogna anche considerare che le regole imposte dal loro libro sacro, Il Corano, sono talmente inderogabili che le istituzioni governative (ministeri, scuole, autorità locali) sono impregnate di islam rendendosi così, in ogni nazione dove esso si pratica, religione di stato. I giudei sparsi nel mondo, per contro, praticano la loro religione, l’ebraismo, e tramandano le loro tradizioni e i loro culti, senza influenzare i governi e le istituzioni dei paesi che abitano, tenendo così separate la dimensione spirituale da quella sociale e, per di più, non hanno pretese di natura religiosa verso i loro governanti. Di tutto altro canto è invece l’islam, esso pretende, e la storia lo dimostra, di avviare processi di islamizzazione nella cultura dei popoli con cui viene in contatto. E’ chiaro che l’islamizzazione che si sta trattando qui non è solo orizzontale, cioè nella popolazione, ma è anche verticale, quindi nelle istituzioni dei governi. Con questo panorama sull’islam è ovvio che parlare di religione, cioè definire l’islam una religione è un punto di vista fuorviante, poiché le religioni sono portatrici di valori come rispetto del prossimo e di libertà, soprattutto libertà di scelta, e qui parliamo di scelta di culto, appunto, cosa che sembrerebbe non appartenga al dna dell’islam. Per questa ragione, e per la sua radicalizzazione verticale, cioè nelle istituzioni, possiamo definire l’slam più che una religione un’ideologia, più o meno come il comunismo e il fascismo, il cui scopo primario era, ed è, per l’appunto, quello di replicare la struttura sociale di appartenenza, di origine, nei paesi con cui viene a contatto, e la storia ne è testimone. Ad avvalorare la natura ideologica dell’islam contribuiscono questi due versi:

Quando [in combattimento] incontrate i miscredenti, colpiteli al collo finché non li abbiate soggiogati, poi legateli strettamente. In seguito liberateli graziosamente o in cambio di un riscatto, finché la guerra non abbia fine. Questo è [l’ordine di Allah]. Se Allah avesse voluto, li avrebbe sconfitti, ma ha voluto mettervi alla prova, gli uni contro gli altri. E farà sì che non vadano perdute le opere di coloro che saranno stati uccisi sulla via di Allah. (Corano, 47:4)

E quando il tuo Signore ispirò agli angeli: “Invero sono con voi: rafforzate coloro che credono. Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi! (Corano, 8:12)

ragion per cui l’occidente nutre una giusta inquietudine verso i musulmani. Prima di passare al cristianesimo, qui descritto, voglio ricordare che né i giudei e né gli islamici riconobbero Gesù Cristo come figlio di Dio. Per i primi fu un impostore, un ribelle che metteva in crisi il potere religioso dell’epoca:

[49] Uno di loro, Caiafa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla, [50] e non riflettete come torni a vostro vantaggio che un uomo solo muoia per il popolo e non perisca tutta la nazione». [51] Ora egli non disse questo di suo; ma siccome era sommo sacerdote in quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione, [52] e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire in uno i figli di Dio dispersi. [53] Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire. (Vangelo secondo Giovanni 11:49-53)

Per i secondi ci può aiutare la lettura di questa Sura del Corano:

“E quando Gesù figlio di Maria disse: ‘O Figli di Israele, in verità sono il messaggero di Allah per voi… e annuncio la buona novella di un messaggero che verrà dopo di me, il cui nome sarà Ahmad.’”
(Corano, 61:6)

Il nome Ahmad ha un significato ben preciso, significa “lodatissimo” (quindi sinonimo di muḥammad, che è anche la forma araba del nome Maometto). Gesù, quindi, per gli islamici, è il penultimo profeta che annuncia la venuta di Maometto, il fondatore dell’islam e l’ultimo profeta di Allah. Va da dire che comunque Gesù (Īsā per gli islamici) è un profeta speciale, l’unico che è destinato a tornare alla fine dei tempi:

E, in verità, ‘Īsā è uno dei Grandi Segni dell`Ora.
Quando scenderà, alla fine dei tempi, non dubitate che l`Ora stia per giungere, e seguitemi per quanto vi ho comunicato da parte di Allāh, e ciò che vi ho comunicato non è altro che la Retta Via priva di tortuosità.
(Corano, 43:61)