Studio dei nomi.
La Bibbia ha subito molte traduzioni nel corso del tempo. Sappiamo bene che i testi originali, specificamente parliamo della raccolta dei primi cinque libri (raccolta chiamata Pentateuco nella tradizione cristiana e Torah in quella ebraica), erano scritti in ebraico antico secondo l’alfabeto paleo-ebraico, detto anche fenicio. I libri più recenti, come i vangeli, non hanno mai conosciuto la scrittura ebraica e neanche l’aramaico. L’idea che i vangeli, siano stati scritti in aramaico, secondo alcuni studiosi, non regge, poiché tale lingua sembra sia stata la madre non solo dell’ebraico e del siriaco ma anche dell’arabo. La teoria più accreditata, documentata tra l’altro da numerosi manoscritti antichi, suggerisce che i vangeli siano stati scritti in greco. I greci erano conosciuti nel mediterraneo già da qualche secolo prima di Cristo, e di conseguenza la loro lingua. Essa veniva usata negli scambi commerciali e nella redazione di documenti dei quali se ne voleva una larga divulgazione (come dei vangeli per l’appunto).
Per mezzo della lingua greca, in primis, e poi del latino, i vangeli si diffusero rapidamente nel mondo allora conosciuto. In questa pagina possiamo comprendere bene come si era già diffuso il cristianesimo nei territori occupati dall’Impero Romano. Questo, istituito da Ottaviano solo nel 27 a.c., che si dichiarò – senza colpo ferire – Augusto, cioè primo imperatore (abolendo così, dopo circa 5 secoli, la Repubblica Romana) aveva già sottoposto gli Elleni (gli antichi greci) nel 140 circa a.c. A costoro, tolti gli allori dell’epico e passato dominio sui mari del Mediterraneo, non disponendo più di una potenza militare all’altezza di quella dei romani, non restava che l’onore di aver diffuso l’Ellenismo, la cultura che ci ha lasciato opere come l’Odissea e pensatori come Socrate, Platone e Aristotele, e il loro idioma, il greco, che veniva parlato oramai in moltissime province romane e nelle isole e nei paesi che si affacciavano sul Mediterraneo.
Da qui la scelta di scrivere i vangeli sinottici in lingua greca e di tradurli in latino, affinché fossero veicolati fino agli estremi confini dell’Impero Romano, apparve più che ovvia.
Passiamo ora allo studio dei nomi più importanti della Bibbia: quello di Dio Padre e quello di Dio figlio.
- Il nome del Padre
- Il nome del Figlio (In lavorazione)
