
Il ritorno del Re.
[4] Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate». (Apocalisse di Giovanni 21:4)
Penso che titolo e verso di apertura di questa pagina siano in perfetta armonia tra loro, aggiungo inoltre che non avrei potuto titolare con termini più appropriati la pagina dedicata alla seconda venuta del Messia. Mentre esploriamo questo momento biblico sentiamo il bisogno di farci delle domande, la prima delle quali, forse la più banale è questa: Perché mai il Messia dovrebbe ritornare? La promessa di salvezza del Padre non era forse adempiuta con la venuta del Figlio? Certo, ma altre opere, per conto del Padre, il Messia aveva ancora da compiere; egli stesso profetizza il suo ritorno, così come ci racconta l’evangelista Giovanni in questi versi, indicandone anche il motivo:
1 “Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me! 2 Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? 3 Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi.” (Giovanni 14:1-3)
e Paolo negli atti scriverà:
10 “E come essi avevano gli occhi fissi al cielo, mentre egli se ne andava, due uomini in vesti bianche si presentarono a loro e dissero: 11 ‘Uomini di Galilea, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo ’.” (Atti 1:10,11)
Aggiungo che anche il Vecchio Testamento profetizza più volte questo evento come testimonia nel verso seguente il profeta Zaccaria:
3 Poi il Signore si farà avanti e combatterà contro quelle nazioni, come egli combatté tante volte nel giorno della battaglia. 4 In quel giorno i suoi piedi si poseranno sul *monte degli Ulivi, che sta di fronte a Gerusalemme, a oriente, e il monte degli Ulivi si spaccherà a metà, da oriente a occidente, tanto da formare una grande valle; metà del monte si ritirerà verso settentrione e l’altra metà verso il *meridione. (Zaccaria 14:3-4).
Il Messia ritornerà, non ci sono dubbi. Ci sono altre domande al riguardo, la prima delle quali non può essere che: Ma quando ritorna il Messia? E’ questa una domanda che un cristiano non può non porsi. La teologia, così come le numerose esegesi di pastori e sacerdoti che si sono cimentati su tale argomento, senza dimenticare i molti studiosi, sia atei o laici e sia appartenenti ad una specifica religione, hanno approfondito molto la questione quando della seconda venuta, detta anche parusia (dal greco la presenza dell’idea nella realtà sensibile). Secondo questi studi, così come dettano le dottrine delle varie fedi cristiane, la parusia è un evento da collocare nel futuro, vale a dire a venire, quindi, se questa linea temporale è confermata, la frase la seconda venuta e la domanda quando ritornerà il messia, ci stanno tutte. Le chiese, intendo quelle che si differenziano tra loro per denominazione pur mantenendo la medesima fede nel Salvatore, concordano all’unanimità sulla cronologia della parusia: è da venire. La Parola, riguardo la seconda venuta, è molto esplicita su una questione ben espressa dai due versi che seguono:
10 Il giorno del Signore verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate. (2 Pietro 3:10)
36 «Ma quanto a quel giorno e a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo.» (Matteo 24:36)
L’ora del suo ritorno è indefinita, le Scritture non riportano nessuna indicazione sul quando ma concordano su una venuta improvvisa della quale solo il Padre ne è a conoscenza. Ma andiamo per ordine (se possibile). Nel libro dell’Apocalisse di Giovanni, il cui contenuto dispiega la seconda venuta del Salvatore, viene fatto un resoconto dettagliato degli eventi che annunceranno l’imminente venuta così come quelli che seguiranno subitaneamente. Questo libro è un libro profetico e Giovanni è colui che riceve le profezie dettategli dall’angelo (in ebraico מלאך malak, cioè messaggero) con il compito di scriverle in un libro; il messaggio inizia così:
1Rivelazione di Gesù Cristo, al quale Dio la consegnò per mostrare ai suoi servi le cose che dovranno accadere tra breve. Ed egli la manifestò, inviandola per mezzo del suo angelo al suo servo Giovanni, 2il quale attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò che ha visto. 3Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e custodiscono le cose che vi sono scritte: il tempo infatti è vicino.(Apocalisse 1:1-3)
Premetto che questa pagina non è dedicata allo studio del libro dell’Apocalisse di Giovanni (avrò modo di dedicarci spazio e tempo più in là), non me ne vogliate quindi se non mi addentrerò nei particolari, ma è necessario conoscerne alcuni passaggi importanti affinché ciò che scrivo sia di aiuto soprattutto a chi da poco tempo sta avvicinandosi alla Parola. Per comprendere le dinamiche della seconda venuta è necessario sapere cosa accade a Satana dopo una serie di eventi catastrofici, tutti descritti da Giovanni nei capitoli centrali del libro (terremoti, fuoco dal cielo, malattie e altri dolorosi eventi per l’umanità); egli aveva già perso la battaglia contro gli angeli del Signore:
7Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, 8ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo. 9E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli. (Apocalisse 12:7-9)
Ci sarà poi la salita al potere mondiale dell’Anticristo, costui governerà su tutta la terra e imporrà il marchio della Bestia; Dio allora verserà per mezzo dei suoi angeli, una ad una, le sette coppe della sua ira e dopo la dichiarazione della caduta di Babilonia una voce dal cielo proclamerà l’instaurazione del Regno di Dio sulla terra. La profezia poi riporta l’attenzione su Satana:
1E vidi un angelo che scendeva dal cielo con in mano la chiave dell’Abisso e una grande catena. 2Afferrò il drago, il serpente antico, che è diavolo e il Satana, e lo incatenò per mille anni; (Apocalisse 20:1-2)
Inizia così il regno millenario di Yahoshua (nome ebraico di Gesù):
…Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; 5gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. 6Beati e santi quelli che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo, e regneranno con lui per mille anni. (Apocalisse 20:4-6)
La profezia della parusia si intenderebbe con questo verso pienamente adempiuta. Ricapitolando, la dottrina attuale cristiana dichiara che la venuta del Re (Yahoshua) non ci sarà prima che non accadano questi eventi, dopo di ché il Re instaurerà il suo regno millenario. Ogni cristiano è in attesa che queste scritture si adempiano. Noi cristiani, oltre a domandarci quando si compirà la profezia, abbiamo ancora un’altra domanda di cui cerchiamo risposta nelle Scritture. Dove sarà collocato questo regno? In cielo? Nell’Eden? Il profeta Michea, già nel vecchio testamento, riferendosi al monte Sion, afferma esplicitamente che il Re governerà fisicamente sulla terra:
[6] «Quel giorno», dice il Signore, «io raccoglierò le pecore zoppe, radunerò quelle che erano state scacciate e quelle che io avevo trattato duramente. [7] Di quelle zoppe io farò un resto che sussisterà; di quelle scacciate lontano, una nazione potente. Il Signore regnerà su di loro, sul monte Sion, da allora e per sempre. (Michea 4:6-7)
Anche Isaia, riportando i versi a cui si attengono gli ebrei riguardo alla prima venuta, ci descrive un re che regnerà sulla terra:
2 Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà eretto sulla cima dei monti e sarà più alto dei colli; ad esso affluiranno tutte le genti. 3 Verranno molti popoli e diranno: “Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri”. Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore. 4 Egli sarà giudice fra le genti e sarà arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra. (Libro di Isaia 2:2-4)
Il profeta Zaccaria non è da meno riguardo al luogo dove si instaurerà il Re, anche egli conferma che il regno millenario di Yahoshua sarà terreno, non spirituale:
[10] Io farò sparire i carri da Efraim, i cavalli da Gerusalemme e gli archi di guerra saranno distrutti. Egli parlerà di pace alle nazioni, il suo dominio si estenderà da un mare all’altro e dal fiume sino alle estremità della terra. (Zaccaria 9:10)
Esiste, a favore di questa tesi, un aspetto dell’opera creatrice di Dio che sfugge a molti cristiani che, se ben indagata, risponde a queste domande. Non negando l’esistenza di un mondo spirituale, giammai, ma considerando piuttosto che questa realtà materiale ne è legata indissolubilmente attraverso leggi che sfuggono alla nostra comprensione, possiamo approdare ad una visione interiore di questo mistero per via del seguente verso:
[21] Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione. (Prima lettera ai Corinzi 1:21)
Ma cosa sfugge a molti cristiani? Sfugge che Dio ha creato cieli e mari, terre e fiumi, monti e valli e tutte le creature che la popolano non certo per abbandonarla alla furia distruttrice di Satana, soltanto per il peccato di un solo uomo (Adamo), ma affinché l’uomo ne avesse dominio. Per questo il regno millenario non può che essere sulla terra. Tutta l’opera di Dio è tesa verso questo progetto finale: far ritornare l’intera creazione (al momento corrotta dal peccato) al suo stato originale di perfezione e riconsengliarla all’uomo. Consideriamo anche questo verso scritto dall’apostolo Paolo:
26 perciocchè del Signore è la terra, e tutto ciò che ella contiene. (1 Corinzi 10:26)
Abbiamo accennato alle questioni giuridiche che la Bibbia affronta in questa pagina e colgo l’occasione per implementare un’ulteriore aspetto: quello testamentario. Questo termine indica la presenza di una proprietà e, conseguentemente, di eredi. Il salmo seguente specifica bene questa situazione:
16 Quant’è al cielo, il cielo è per lo Signore; Ma egli ha data la terra a’ figliuoli degli uomini. (Salmi 115:16 )
Quindi se gli uomini (i figli di Dio) ereditano la terra e questi governano con Yahoshua per mille anni, logicamente questo regno sarà istituito qui sulla terra:
[29] I giusti erediteranno la terra e l’abiteranno per sempre. (Salmi 37:29)
