
Le profezie del Messia.
Riportiamo qui soprattutto le profezie che il Messia pronunziò durante la sua prima venuta, senza tralasciare quelle che si riferivano alla seconda venuta. I due momenti non sono isolati e distanziati tra loro poiché appartengono ad un unico disegno dell’opera di redenzione del Padre.
Non si può comprendere (caso mai si potesse effettivamente comprenderlo) il disegno divino con un versetto, è necessario avere una visione d’insieme, un orizzonte biblico quanto più vasto possibile. Abbiamo già discusso delle profezie in questa pagina. Le profezie lì riportate sono però soltanto un’accenno delle numerose profezie contenute nel Vecchio Testamento che predicevano la prima venuta del Messia. Viene da pensare che le profezie annunciate nel Vecchio Testamento (soprattutto quelle riguardanti la venuta del Messia) e adempiute nei vangeli, abbiano portato a termine il cosiddetto tempo dei profeti (quel tempo a venire profetizzato in particolare dai libri che vanno da quello di Isaia in poi). Questa idea corrisponde in parte a verità, poiché la nascita di Gesù segnava certamente la fine del tempo dei profeti del Vecchio Testamento, al contempo però dava inizio ad una nuova era profetica: l’era messianica. Cristo, infatti, durante la predicazione, profetizzò più e più volte. Con era messianica si indica quel tempo che inizia con l’avvento del Messia, detto anche tempo messianico, la cui durata, per i cristiani, va dalla nascita di Gesù fino al suo ritorno (parusia), il giorno del giudizio universale (Apocalisse 21:4). Per gli ebrei l’era messianica non è ancora iniziata: sono ancora in attesa; Gesù Cristo per loro non era l’unto di Dio, quindi non era il Salvatore, non era il re che li avrebbe portati verso un’era di pace universale e globale così come recita questa profezia di Isaia:
1«Ciò che Isaia, figlio di Amoz, vide riguardo a Giuda e a Gerusalemme. 2 Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà eretto sulla cima dei monti e sarà più alto dei colli; ad esso affluiranno tutte le genti. 3 Verranno molti popoli e diranno: “Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri”. Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore. 4 Egli sarà giudice fra le genti e sarà arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra. 5 Casa di Giacobbe, vieni, camminiamo nella luce del Signore.» (Libro di Isaia 2:1-5)
Possiamo quindi dire che l’era delle profezie non termina con il Vecchio Testamento ma, seguendo il misterioso e perfetto disegno del Padre, continua nel Nuovo Testamento attraverso il Figlio (chiamato profeta non soltanto dagli uomini del suo tempo ma anche dai musulmani sette secoli dopo); va da aggiungere che nel Vecchio Testamento sono riportate profezie che riguardano tempi anche della seconda venuta di Gesù. Bene, fatto questo doveroso e chiarificatore passaggio, rivolgiamoci ad alcune profezie pronunciate da Cristo durante la sua predicazione. Per iniziare ne riporto una il cui adempimento fu quasi istantaneo:
[34] Gesù gli disse: «In verità ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». (Vangelo secondo Matteo 26:34)
E’ la notte in cui Gesù viene arrestato; quelle parole sono dirette a Pietro che gli aveva appena detto “Quand’anche tu fossi occasione di caduta, non lo sarai mai per me” . Ma così non fu, dopo poche ore Pietro lo rinnegò. Gesù profetizzò non solo sulla sua vita, come in questo caso, ma anche su eventi che sarebbero accaduti dopo la sua resurrezione, tra la prima e la seconda venuta, fino al giudizio universale. La profezia che segue, e che dovrebbe essere presa in considerazione non solo dai cristiani, ma anche da chi sostiene l’inattendibilità della Bibbia a causa delle numerose manipolazioni subite nel tempo, si contraddistingue invece per la straordinarietà della potenza del Messia e dell’eternità del suo messaggio. Essa trapassa il tempo e lo spazio:
[31] Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. (Vangelo secondo Marco 13:31)
Infatti, dopo più di mille anni, le parole del Figlio di Dio, passano ancora di bocca in bocca, sono ancora sulle labbra degli uomini, e non solo dei cristiani ma anche di coloro che non credono. Questa profezia, come la seguente, enuncia un aspetto importante della prima venuta, di cui non ne ho ancora parlato. Cristo non venne soltanto per compiere miracoli, cacciare demoni, predicare e adempiere le profezie che lo riguardavano ma soprattutto per rivelare agli uomini il Regno di Dio, che lui stesso era venuto a preparare (l’eternità della sua parola, di cui al versetto precedente, è anch’essa caratteristica del Regno di Dio):
[31] Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” [32] Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose. [33] Cercate prima il regno {di Dio} e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in più. [34] Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno. (Vangelo secondo Matteo 6:31-34)
e ancora:
[20] Interrogato poi dai farisei sul quando verrebbe il regno di Dio, rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare gli sguardi; né si dirà: [21] “Eccolo qui”, o: “Eccolo là”; perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi». (Vangelo secondo Luca 17:20-21)
Il Messia doveva anche manifestare, secondo la volontà del Padre, che la sua venuta non dichiara compiuta l’opera di salvezza predisposta da Dio; Cristo proclama la redenzione dei peccati, la vita eterna, la figliolanza con il Padre, ma molte altre opere erano ancora da compiere dopo la sua resurrezione:
[24] Ma in quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà più il suo splendore; [25] le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno scrollate. [26] Allora si vedrà il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole con grande potenza e gloria. [27] Ed egli allora manderà gli angeli e raccoglierà {i suoi} eletti dai quattro venti, dall’estremo della terra all’estremo del cielo. (Vangelo secondo Marco 13:24-27)
L’adempimento di questa profezia, adempiuta nella sua seconda venuta, è ben descritta nel libro dell’Apocalisse. I versi che seguono si riferiscono alla prima parte:
12 Poi vidi quando egli ebbe aperto il sesto suggello; ed ecco, si fece un gran tremoto, e il sole divenne nero, come un sacco di crine; e la luna divenne tutta come sangue;13 e le stelle del cielo caddero in terra, come quando il fico, scosso da un gran vento, lascia cadere i suoi ficucci. (Apocalisse 6:12-13)
7 Ecco, egli viene con le nuvole, ed ogni occhio lo vedrà, eziandio quelli che l’hanno trafitto: e tutte le nazioni della terra faran cordoglio per lui. Sì, Amen. (Apocalisse 1:7)
Con i seguenti la profezia si considera pienamente adempiuta:
1 E DOPO queste cose, io vidi quattro angeli, che stavano in piè sopra i quattro cant della terra, ritenendo i quattro venti della terra, acciocchè non soffiasse vento alcuno sopra la terra, nè sopra il mare, nè sopra alcun albero. 2 Poi vidi un altro angelo, che saliva dal sol levante, il quale avea il suggello dell’Iddio vivente; ed egli gridò con gran voce a’ quattro angeli, a’ quali era dato di danneggiar la terra, ed il mare, dicendo: 3 Non danneggiate la terra, nè il mare, nè gli alberi, finchè noi abbiam segnati i servitori dell’Iddio nostro in su le fronti loro. 4 Ed io udii il numero de’ segnati, che era di cenquarantaquattromila segnati di tutte le tribù de’ figliuoli d’Israele. (Apocalisse 7:1-4)
Sono così adempiuti i versi Ed egli allora manderà gli angeli e raccoglierà {i suoi} eletti dai quattro venti, dall’estremo della terra all’estremo del cielo. (Marco 13:27). Nel vangelo di Luca troviamo dei versi in cui Gesù, per ciò che dice, dichiara pubblicamente di essere colui che i profeti avevano annunciato, il Messia:
[16] Si recò a Nazaret, dov’era stato allevato e, com’era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga e si alzò per leggere. [17] Gli fu dato il libro del profeta Isaia e, aperto il libro, trovò quel passo dov’era scritto: [18] «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha inviato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi, [19] per proclamare l’anno accettevole del Signore». [20] Poi, chiuso il libro e resolo all’inserviente, si mise a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. [21] Egli prese a dire loro: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura, che voi avete udito». (Vangelo secondo Luca 4:16-21)
I farisei presenti a questa dichiarazione e ad altro che Gesù aggiunse si adirarono molto:
[28] Udendo queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni d’ira. [29] Si alzarono, lo cacciarono fuori dalla città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per precipitarlo giù. [30] Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò. (Vangelo secondo Luca 4:28-30)
Un altro momento che rende pubblica la genesi messianica di Gesù è l’incontro con Giovanni il Battista; l’evangelista Matteo così racconta:
[13] Allora Gesù dalla Galilea si recò al Giordano da Giovanni per essere da lui battezzato. [14] Ma questi vi si opponeva dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?» [15] Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, poiché conviene che noi adempiamo in questo modo ogni giustizia». Allora Giovanni lo lasciò fare. [16] Gesù, appena fu battezzato, salì fuori dall’acqua; ed ecco, i cieli {gli} si aprirono ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. [17] Ed ecco una voce dai cieli che disse: «Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto». (Vangelo secondo Matteo 3:13-17)
Tre evangelisti riportano la profezia di Gesù riguardo la sua morte, Matteo, Marco e Luca. Riportiamo quella di Marco. Gesù aveva appena cacciato gli spiriti che tormentavano un ragazzo e stava insegnando ai discepoli che quel genere di spiriti si combattono con la preghiera:
[30] Poi, partiti di là, attraversarono la Galilea; ma egli non voleva che si sapesse. [31] Infatti stava istruendo i suoi discepoli, dicendo loro: «Il Figlio dell’uomo sta per essere dato nelle mani degli uomini ed essi lo uccideranno; ma tre giorni dopo essere stato ucciso risusciterà». [32] Ma essi non capivano le sue parole e temevano di interrogarlo. (Vangelo secondo Marco 9:30-32)
Un’altra profezia del Messia inerente la sua ultima notte terrena riguarda Giuda, il discepolo che lo tradì. Nel primo giorno degli azzimi, il giorno in cui si festeggia la pasqua ebraica, noi cristiani ricordiamo la cena di quel giorno come l’ultima cena. Gesù aveva già spezzato il pane e versato il vino nel calice quando disse:
[20] Quando fu sera, si mise a tavola con i dodici. [21] Mentre mangiavano, disse: «In verità vi dico: uno di voi mi tradirà». [22] Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono a dirgli uno dopo l’altro: «Sono forse io, Signore?» (Vangelo secondo Matteo 26:20-22)
E aggiunse:
[21] «Del resto, ecco, la mano di colui che mi tradisce è con me sulla tavola. [22] Perché il Figlio dell’uomo, certo, se ne va, come è stabilito; ma guai a quell’uomo per mezzo del quale egli è tradito!» (Vangelo secondo Luca 22:21-22)
Come detto all’inizio, non è semplice seguire un discorso lineare tra i numerosi eventi di cui narra la Bibbia, ma poi con lo studio e l’aiuto dello Spirito Santo, si trova sempre la chiave di lettura giusta per comprendere il disegno di Dio. Con la seguente profezia, il Messia, ancora una volta, ci testimonia quanto appena detto. E’ un evento che accadrà dopo la sua resurrezione e subito prima della sua seconda venuta, si tratta della distruzione del secondo tempio (il primo era stato distrutto nel 600 a.c. circa):
[18] Nabucodonosor portò a Babilonia tutti gli utensili della casa di Dio, grandi e piccoli, i tesori della casa del Signore e i tesori del re e dei suoi capi. [19] I Caldei incendiarono la casa di Dio, demolirono le mura di Gerusalemme, diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e ne distrussero tutti gli oggetti preziosi. (Secondo libro delle Cronache 36:18-19)
Così racconta l’evangelista Marco la profezia della distruzione del secondo tempio (secondo in quanto ricostruito sulle macerie del primo):
[1] Mentre egli usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che edifici!» [2] Gesù gli disse: «Vedi questi grandi edifici? Non sarà lasciata pietra su pietra che non sia diroccata». (Vangelo secondo Marco 13:1-2)
Nel 70 d.c. circa il secondo tempio fu distrutto dai romani, quarant’anni dopo la profezia del Messia, Cristo fu infatti crocifisso nel 30 d.c. circa (attenzione al numero 40: è un numero che ritorna spesso nei racconti biblici). Flavio Giuseppe, storico, giudeo, passato da capo dei ribelli giudei al soldo dei romani (il suo nome ebreo prima di cambiarlo era Yosef ben Matityahu) vissuto nel primo secolo, ci dà testimonianza di questo evento culmine nella guerra tra giudei e romani, insieme a molti altri fatti bellici, nel manoscritto “La guerra giudaica”.
